con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere.
Non è possibile sconfiggere le idee con la forza,
perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza"
Licenziati 180 precari nella notte di San. Silvestro dal Policlinico Universitario di Messina. Siamo passati,quella notte, da stabilizzandi a Disoccupati. E' stata la notte del colpo di stato organizzato da schegge impazzite di un sindacato e Amministratori senza scrupoli.Siamo stati cacciati,dal nostro posto di lavoro, come dei cani randagi allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2007. Mentre i nostri carnefici festeggiavano con lussuosi cenoni e balli l'anno nuovo.
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Nathalie Cardone: Hasta siempre
http://www.youtube.com/watch?v=PEj7jnR--DgProtesta dei Precari del Policlinico di Messina al Rettorato
Il Rettore Francesco Tomasello espone il suo pensiero a favore dei lavoratori precari del Policlinico Universitario
Problemi Igienici sanitari. Disposizioni del nuovo Direttore Sanitario
L'onorevole Rizzo porta la vertenza del policlinico all'attenzione del Parlamento Europeo
6 commenti:
POLICLINICO, SI VA VERSO LA STABILIZZAZIONE
Complesso l'incontro in Prefettura tra le sigle sindacali e Alecci. Dopo il sì alla stabilizzazione dei precari del Policlinico da parte dell'Assessorato regionale, si pensa alle linee guida. Intanto arriva una sentenza del Tribunale...
Procedere a passo spedito verso la stabilizzazione del personale che ha i requisiti previsti dalle Linee guida e dalle Finanziarie. Questo quanto chiesto oggi dai segretari di Cgil, Flc Cgil e Fp Cgil Messina Franco Spanò, Franco Di Renzo e Lillo Oceano durante l’incontro che si è svolto in mattinata in prefettura e al quale erano presenti oltre al prefetto Alecci i direttori (o loro rappresentanti) di tutte le aziende sanitarie di Messina.
Obiettivo dell’incontro era valutare la possibilità di accelerare le procedure di stabilizzazione del personale precario delle aziende sanitarie. Evidenziato dai rappresentanti delle aziende sanitarie l’impossibilità di derogare alle esistenti graduatorie aziendali senza incorrere in ricorsi. Scartata quindi l’ipotesi di una graduatoria provinciale si è comunque optato per un raffronto tra tutte le graduatorie aziendali per individuare percorsi che possano garantire l’accesso alla stabilizzazione al più ampio numero di lavoratori e garantire così al contempo la copertura dei posti disponibili in pianta organica.
In particolare sulla vicenda del Policlinico, la Cgil ha sottolineato la necessità di dare corso al più presto alle procedure di stabilizzazione e al reintegro del personale avente diritto licenziato il 31 dicembre. Su questo punto, il rettore Tomasello, presente in rappresentanza del Policlinico, ha dichiarato il proprio impegno per accelerare l’esitazione della Dotazione organica provvisoria, passo propedeutico la stabilizzazione.
Ma secondo la Cgil oggi è stato il Tribunale di Messina in funzione collegiale ad avere riconosciuto la validità della propria linea sindacale rigettando il ricorso presentato dalle altre organizzazioni sindacali (Cisl-Uil- CSA di CISAL- CISAPUNI) avverso la proroga concessa dal commissario Mira lo scorso luglio e avverso le elezioni per le RSU.
Secondo una precedente sentenza, giunta poco prima delle elezioni per il rinnovo delle RSU, anche i precari che erano stato oggetto del provvedimento di proroga a luglio avevano diritto al voto nelle elezioni. Di qui il ricorso oggi definitivamente rigettato dal Tribunale di Messina.
“Questo risultato non solo conferma la validità delle elezioni ma, riconoscendo e anzi approvando il diritto alla proroga del personale licenziato, conferma che la notte del 31 con il licenziamento e lo scorrimento della graduatoria si sono violate norme- commentano Franco Spanò e Franco Di Renzo-. Oggi più che mai chiediamo il reintegro del personale licenziato, e l’avvio delle procedure di stabilizzazione”.
Ma Spanò e Di Renzo tornano anche sui criteri della stabilizzazione che definiscono una occasione storica, imperdibile pere sanare un male storico delle aziende saniatrie dovuto al blocco delle assunzioni. “Dopo anni di blocco delle assunzioni nelle aziende pubbliche e il ricorso a personale precario che di anno in anno ha garantito il funzionamento delle strutture, oggi si può e si deve stabilizzare per dare dignità e certezze a questi lavoratori. Lavoratori- concludono Spanò e Di Renzo- che sono stati assunti dopo una selezione pubblica, per titoli e meriti, che hanno cumulato un’anzianità di tre anni nell’ultimo quinquennio e che quindi hanno raggiunto una professionalità che, tanto più nel settore sanitario, non può essere dispersa per fare posto a nuovi ulteriori precari”.
Caro San Precario, sono una disoccupata del Policlinico di Messina. Credo di avere mille motivi per essere arrabbiata con gente senza scrupoli, che al posto del cuore ha un orologio con le batterie scariche, ma nonostante ciò rimango sempre una signora per bene. Ti chiedo di mantenere la calma tra i miei colleghi affinchè la smettano di usare, questo mezzo di comunicazione, in maniera impropria.
Va usato solo per far conoscere, alla gente, l'ennesima ingiustizia di questa città e di chi la amministra, evitando di scendere a dei livelli che non ci appartengono.
Ciao San Precario, spero che tu possa lasciare al più presto Messina, ed occuparti di cose più adatte alla tua età, visto che anche tu stai invecchiando.
Caro San Precario, fa che la saggezza prenda il posto della rabbia.
Non renderci simili ai nostri nemici, loro con fatti illeciti noi con parole poco adatte alla nostra dignità.
Disoccupati, sì!!! Ma mai incivili.
Caro San Precario, sono un bimbo appena nato. I miei genitori sono disperati perchè piango sempre, giorno e notte. Certo sono troppo piccolo per parlare, e urlare a tutti quanto sono incaz......per il fatto di avermi messo al mondo. Ho solo pochi giorni di vita e già le statistiche dicono che sono indebitato. I miei nonni, i miei genitori, i vicini di casa sono precari, da ciò deduco che anch'io sarò un precario. Però mi è venuta un'idea: da grande farò il politico,così emanerò leggi adatte alla mia famiglia ed ai miei amici.
Ciao
Anche i precari hanno un santo in paradiso
INTERVISTA A SAN PRECARIO
Il mondo del lavoro cambia, e i contratti anche. In nome della tanto celebrata flessibilità. Il rovescio della medaglia è il crescente precariato, la mancanza di garanzie e l'incertezza sistematica. Ma da qualche tempo anche i lavoratori temporanei hanno chi li protegge. Un'intervista esclusiva a San Precario...
Ormai le tue apparizioni si fanno sempre più frequenti. Ti invocano da ogni parte d'Italia. Come vivi questa tua improvvisa popolarità?
Nella mia popolarità si riflette, come fosse uno specchio sociale, la condizione di sempre maggiore precarietà che coinvolge un numero di persone ogni giorno più vasto: migranti, uomini e donne, ragazzi e ragazze. Io non ho mai voluto essere pregato, non ho mai chiesto di avere fede in me. Sono un tramite fra i precari e la loro vita. Nella mia prima apparizione rivolgendomi ad un precario dissi: “Tutto sta in te, non sei solo e questo ti è chiaro, non sei indifeso e questo lo hai visto. Io sono la tua rabbia che si è fatta santa affinché tu non possa ridurti ad un martire. Quando domani uscirai riprenditi il tempo che ti appartiene e la strada su cui cammini, non cercarmi! Mi ritroverai nello sguardo dei precari e delle precarie che ti circondano. Loro sono i tuoi fratelli e le tue sorelle.” Ciò che sta apparendo adesso, sempre più spesso, è la precarietà. E le vittime di questa sono i precari, che pian piano però si stanno trasformando in protagonisti.
Che tipo di lavoratori si rivolgono a te e quali sono le loro preghiere?
I lavoratori non si rivolgono mai a me, sono io che sentendo crescere lo sconforto in alcune persone e la rabbia in altre mi avvicino e racconto quello che nessuno dei media narra. La vita di altri milioni di individui in Italia, le loro lotte, i loro obiettivi e quelle mille piccole tecniche, gli escamotage che consentono di vivere senza perdere la dignità. Parlo di rabbia ed orgoglio ma anche di lotte e di emancipazione.
Una marzullata: il precariato è una nuova professione? O le nuove professioni generano il precariato?
Parto con un’affermazione che potrebbe lasciare a bocca aperta. Il lavoro precario in sé non esiste. Due persone differenti a seconda della proprie condizioni di vita (materiali e caratteriali) possono vivere un lavoro flessibile in maniera differente. Uno da precario e l'altro no.
La precarietà nasce dalla sistematizzazione di tutti quei meccanismi che peggiorano le condizioni materiali di giorno in giorno: l'inaccessibilità alle nuove forme di sapere e quindi alla formazione, l'irregolarità dei salari, il carovita, gli affitti, 37 forme contrattuali differenti che rendono impossibile l'organizzazione solidale e la lotta sindacale. E' un ingranaggio che avvolge sempre più persone e che molti chiamano precarietà sociale. Anche le persone più forti caratterialmente cedono ai ricatti, ai soprusi, all'incertezza del futuro e sviluppano cinismo, diffidenza ed indifferenza. Tutti/e si isolano e le aziende prosperano, anche in tempo di crisi guadagnano cifre spaventose mentre sempre più cittadini e migranti sprofondano verso il baratro della povertà. Ed è solo l'inizio.
Hai mai fatto miracoli? Tipo far ottenere le ferie pagate ad un operatore di call center con un compenso orario di 4,16 euro?
Io non faccio miracoli. E’ come se in un mondo di appestati volessi eliminare la peste guarendone uno o due. Quello che invece cerco di fare è di dirigere e la loro rabbia verso i veri responsabili di tutto ciò: le aziende che dominano la nostra vita, impunite ed onnipotenti coperte dalle istituzioni sindacali e da governi compiacenti. Anche questi turpi concilii però adesso devono affrontare la questione visto che i precari stanno assumendo visibilità e forza propulsiva. Nascondere, com’è avvenuto per quattro anni, l'esistenza del problema sarebbe un errore tattico che neanche un’amministrazione così poco attenta potrebbe permettersi. Quindi nella bocca di tutti ci sono riforme, leggi per il reddito, ammortizzatori. Starà appunto al precariato far sì che questi provvedimenti diventino realmente operativi.
Chiudiamo con una domanda seria: qual’è il programma d'azione dei seguaci di San Precario?
Continuità di reddito non vincolata dall'obbligo, come merce di scambio, della prestazione lavorativa. L'accesso ai saperi e alle loro tecnologie, la valorizzazione dei processi autoformativi, i trasporti gratuiti -e dignitosi- per tutti i precari. Visto che la mobilità all'interno del territorio è esigenza d'impresa, non s'è mai visto che un servizio di un’azienda (dei trasporti) verso un’altra non venga pagato da quest’ultima e rimanga invece a carico dei lavoratori dell’una e dell’altra. Riduzione delle forme contrattuali a quattro full e part time, determinato ed indeterminato. In aggiunta un contratto di flessibilità, garantita nei diritti, nella retribuzione e nella ripartizione degli orari per tutta la durata della prestazione (semestrale od annuale). L'accesso al credito e ad affitti sostenibili. Visto che le banche e i proprietari di immobili non si sono accorti della trasformazione del mercato del lavoro e chiedono arcaicamente ancora il contratto a tempo indeterminato come garanzia.
Ma ora devo scappare che sento rabbia lungo le linee ferroviarie dei pendolari, nelle acciaierie di Terni, negli sgomberati delle case di Roma e del campi rom di Milano, nei lavoratori dell'Istat fra i precari della moda milanese, i cassaintegrati dell'Alfa di Arese e di tutte le fabbriche che chiudono e ristrutturano. Sento anche le loro intelligenze che si muovono, le idee che fluiscono e non posso attendere altro. Il mio ruolo è di rendere visibile tutto ciò, il mio destino è quello di essere un media sociale. Io sono il primo canale pubblico al servizio dei precari.
www.euromayday.org
www.sanprecario.info
www.chainworkers.org
www.inventati.org/hackeralbum/affreschi
San Precario: da Preco, instabile; malfermo; senza equilibrio, XXI secolo D.C. Nelle leggende, santo patrono di sfrattati, poveri, sottooccupati, sfruttati, ricattati, Co.Co.Co, assunti non in regola e dipendenti a termine. Invocato contro liberismo, caporalato, infortunio senza copertura, cooperative e mobbing. Si festeggia il 29 febbraio. Per informazioni sul Santo e i suoi seguaci: www.chainworkers.org
(presa da internet)
ciao zio san precario spero che tutto ciò finisca nel migliore dei modi ,lo auguro a te e a tutti i precari che stanno lottando per un posto di lavoro.by michael m.
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